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verbale assemblea di gruppo del 29 giugno 2012

Assemblea GasBio

 

Venerdì 29 giugno ci siamo incontrati per ragionare sugli acquisti fatti al di fuori del gruppo d’acquisto.

Molte sono le voci che difficilmente si possono far rientrare come acquisto di gruppo (automobile, telefonia, scuola, ecc. ecc) che pure incidono sulla spesa di una famiglia. Da una stima emerge, infatti, che la percentuale di acquisti fatta all’interno del gruppo di acquisto è molto bassa rispetto ad una spesa famigliare media.

Ci si rende conto che, per quanto riguarda l’alimentare, la difficoltà è sicuramente il reperimento dei prodotti freschi.

Le difficoltà dei gruppi di acquisto sono numerose. Mirco fa l’esempio di una barca che rema controcorrente: fermandoci si rischia di venire trasportati via dalla corrente. Per questo è importante resistere, con impegno e costanza.

Qualcuno fa notare che un’altra grossa difficoltà  che limita le nostre scelte, le nostre azioni, è la mancanza di tempo dovuta agli impegni lavorativi e famigliari.

Altra difficoltà è quella che nasce all’interno della famiglia in cui ci sono figli adolescenti: l’esigenza di cercare un punto d’incontro senza per questo dover rinunciare ai propri ideali, rimanendo il più possibile coerenti con se stessi, evitando di creare barriere.

Qualcuno fa notare che bisognerebbe parlare anche di non-acquisto e sviluppare concetti come sobrietà, baratto, condivisione. Acquistare lo stretto necessario senza preoccuparci di mode, senza farci tentare dal consumismo, da tutti quei bisogni indotti attraverso la televisione o altri mezzi di comunicazione di massa.

Si fa notare come, rispetto ad altri gruppi, siamo molto attivi. Si tratta di consolidare abitudini già intraprese senza però smettere di proporre, di crescere: proseguire dunque sulla stessa strada cercando di coinvolgere i produttori locali per creare quella filiera che ci permetterebbe di fare acquisti mirati senza dipendere dalla grande distribuzione o da altri canali non propriamente sostenibili.

Interessante come gruppo il fatto di non limitarci a fare acquisti collettivi, ma insieme ragionare sulle proprie abitudini, stili di vita, per imparare l’uno dall’altro.

Ognuno ha sviluppato, col tempo, diversi livelli di consapevolezza, ognuno ha le proprie sensibilità. Confrontarsi rende possibile nuove scoperte.

Da queste riflessioni nascono delle idee da poter mettere in pratica tra i componenti del gruppo, di non-acquisto: si punta sulla sobrietà che può essere tale solo se inserita in una comunità, un insieme di persone. Alcune proposte: lo scambio di libri, vestiti, il prestarsi oggetti non di uso quotidiano. Si tratta solo di metterle in pratica attraverso la creazione di appositi spazi (una bacheca, ad es.) dedicati al gruppo, magari attraverso il sito del gruppo.

Mirco racconta della realizzazione di una nuova certificazione bio che non si limiti solo al confronto tecnici-produttori, ma che sia più partecipativa, ossia includa anche i consumatori, secondo criteri locali. Questo tipo di certificato bio avrà dunque altri parametri di valutazione-approvazione. Altro progetto quello di Made in No che sta lavorando ad un’altra linea di abbigliamento che trovi maggior riscontro.

In conclusione Antonio fa un resoconto della cena equo-bio del 22 giugno, organizzata dal gruppo promozione per Castelletto Ticino in collaborazione col gruppo «dolce salato» del Cisas. La partecipazione È stata superiore alle aspettative, e questo ha creato un gran da fare!

I volontari, nonostante ciò, sono molto soddisfatti. Purtroppo ci sono stati molti avanzi, non in linea con i valori del gruppo di acquisto, ma  È stato precisato che nulla è stato buttato.

I prodotti utilizzati per la cena provenivano dai produttori da cui ci riforniamo e dal commercio equo-solidale. Hanno partecipato anche Al Carlin di poum di Bellinzago ed Enio con i loro prodotti, mentre Daniele ha allestito un tavolo per l’aspetto culturale.

sonia