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Martedì 21 giugno a Oleggio : IL CONSUMO DEL TERRITORIO

Dopo acqua ed energia un’ altro bene che ci riguarda tutti da vicino: il territorio !!! L’ambiente che ci circonda, come gli altri beni non è infinito. Ha bisogno di essere tutelato e preservato , per permetterci una buona qualità di vita nostra e delle generazioni future.

Un’ occasione per riflettere e documentarci, che ci viene offerta da due relatori d’eccezione:

  • Luca Gaggioli – assessore all’urbanistica del comune di Quarrata (PT) e promotore della campagna Bilanci di giustizia

  • Marco Pagani – fisico e ambientalista di Novara animatore del blog ecoalfabeta.

Gaggioli insegnante di lettere prestato alla cosa pubblica, ci illustrerà il suo nuovo “piano regolatore” vincitore del premio Architettura e Sostenibilità. Come coniugare sostenibilità,qualità edilizia e rendita fondiaria.

Pagani ci parlerà di impronta alimentare, cioè l’estensione di terreno agricolo necessario ai nostri attuali consumi e qual’è la situazione attuale del consumo del nostro territorio.

Vi aspettiamo come sempre numerosi Martedì 21 giugno alle ore 21.00 presso la sala 2 del teatro di Oleggio (NO) in via Roma.

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Beni pubblici : IL SUOLO

Si può pensare a un regolamento urbanistico equo e solidale. Senza punto di domanda: l’hanno tolto a Quarrata, in provincia di Pistoia, nel 2008. Allora, la giunta comunale guidata dal sindaco Sabrina Sergio Gori approvò un documento che ribaltava la logica dei piani di edificabilità. Non più un favore a possidenti alla ricerca di oneri di urbanizzazione, con conseguente cementificazione selvaggia e sottrazione di aree ai cittadini, ma un piano che garantiva interventi adeguati, rispetto del territorio e equa distribuzione delle risorse.

“Di solito funziona così -spiega l’assessore all’Urbanistica, Luca Gaggioli-: il Comune individua un’area e la rende edificabilie Il proprietario è come se vincesse una lotteria: all’improvviso si trova seduto su una montagna di soldi, che vende a caro prezzo a un costruttore, godendosi così una rendita. Questo, per ripagarsi dell’investimento, cementifica il più possibile, magari con immobili di scarsa qualità, dimenticando ogni vantaggio sociale e trasferendo il costo su chi acquista. Alla collettività vanno solo le briciole, ovveri gli oneri di urbanizzazione”.

A Quarrata il meccanismo oggi è diverso, e per la prima volta è stato sperimentato, a fine 2010. “Abbiamo deciso di edificare 25mila metri quadri. Non abbiamo indicato un’area, ma messo in competizione 24 aree differenti -nessuna agricola-, per altrettanti proprietari. Questi dovranno mantenere i prezzi bassi, se vorranno attirare un costruttore disposto a investire. Vince il progetto che ha una maggiore valenza sociale, quello che prevede spazi e servizi comuni, aree verdi, e così via, in funzione di quanto abbiamo stabilito nelle norme del regolamento urbanistico”.