Archivi tag: caccia

INCREDIBILE DECISIONE DELLA REGIONE PIEMONTE . ABROGATA LA LEGGE-ABROGATO IL REFERENDUM

La vergognosa decisione del Consiglio Regionale di abrogare la Legge Regionale 70/96 non ci fermerà di sicuro. Anche se la Legge Finanziaria deve ancora essere approvata ed il referendum annullato con uno specifico provvedimento, è ovvio come la situazione abbia preso una piega a noi sfavorevole.

L’opinione pubblica è ormai convinta che il referendum non si farà più, per cui, anche nel caso – improbabile ma non impossibile – che la situazioni si ribalti, le difficoltà per noi diverrebbero praticamente insormontabili. Non fosse altro che per la drammatica riduzione dei tempi a nostra disposizione per la campagna elettorale.

Non ci diamo comunque per vinti.

Intanto valuteremo tutte le strade legali per riprenderci il referendum (e soprattutto la democrazia): al momento non escludiamo
nemmeno denunce penali (per violazione dell’articolo della Costituzione che prevede i diritti civili della popolazione).
Saranno comunque i nostri legali ad indicarci quale sarà la strada più proficuamente percorribile.

Per il momento, tuttavia, ogni attività propagandistica è sospesa: non avrebbe infatti senso volantinare o fare banchetti in una situazione come l’attuale.
Venerdì pomeriggio, e soprattutto lunedì sera, ci ritroveremo e valuteremo con calma quali siano le risposte più adeguate da predisporre.
Sospendiamo l’attività, ma non smobilitiamo.
Anzi, se possibile ci impegneremo ancora di più di quanto abbiamo fatto fino ad ora. Ormai non è più solo una battaglia a
difesa degli animali selvatici, ma soprattutto della democrazia e dei diritti dei cittadini, ignobilmente calpestati da Cota, Sacchetto e compari.

COMITATO REFERENDUM CACCIA

3 giugno 2012 – REFERENDUM REGIONALE SULLA CACCIA IN PIEMONTE

Il referendum  sulla caccia che si terrà in Piemonte il 3 giugno 2012 viene da lontano……… le firme (circa 60.000) per chiedere l’abrogazione di alcuni articoli della legge regionale n.60 del 1979. vengono raccolte nel 1987.

Segue un lungo iter giudiziario fatto di ricorsi e  battaglie legali fino a  che nel dicembre 2010 la Corte di Appello di Torino accoglie pienamente le istanze dei promotori e riconosce il loro pieno diritto alla prosecuzione del processo referendario.

Poi la cronaca degli ultimi mesi: la sentenza del TAR del 9 febbraio che ordina alla Regione di avviare le operazioni referendarie entro 15 giorni pena il Commissariamento della procedura ed il Decreto del Presidente della Giunta Regionale del 23 febbraio che indica il 3 giugno come data per lo svolgimento del referendum

In questi anni sarebbe bastato che le istituzioni responsabili avessero  trovato le soluzioni legislative per accogliere le istanze referendarie e sarebbero bastati  interventi  di buon senso, come ad esempio salvaguardare le specie minacciate e la domenica priva di pericoli per tutti, per dare risposta alle richieste  dei cittadini e delle associazioni evitando l’ingente impegno economico del referendum, (circa 20 milioni di euro).

Ora, in assenza di una soluzione legislativa è giusto che i cittadini possano democraticamente esprimersi nel referendum indetto per il prossimo 3 giugno.

Il referendum non chiede l’abolizione della caccia. Ne chiede però un sostanziale ridimensionamento,

Un unico quesito riguarderà quattro aspetti importanti della attuale legge regionale in materia venatoria.

Se al Referendum prevarranno i SI’ rimarranno cacciabili solo tre specie: lepre, fagiano, cinghiale.

Per quanto riguarda le altre specie, si continua a prevedere la possibilità di intervenire con interventi di controllo se la loro eccessiva presenza dovesse comportare danni all’agricoltura.

Sarebbe vietata la caccia nella giornata di domenica per evitare situazioni di pericolo per tutti i frequentatori di campagne e boschi,  e non ci sarebbero più deroghe al divieto di cacciare

su terreno coperto da neve

Si chiede anche di ridurre i privilegi concessi alle aziende faunistico-venatorie: nelle ex riserve private di caccia si possono abbattere animali in numero molto maggiore rispetto al territorio libero e il referendum vuole abolire queste deroghe.

Ricordiamo che affinchè il referendum sia valido occorre che vadano a votare almeno il 50% più 1 degli aventi diritto, che per la nostra Regione significa circa 1.900.000 persone.

E’ un occasione, forse irrepetibile per potersi esprimere con il diritto-dovere del voto e ottenere finalmente una severa regolamentazione della caccia….e non sprecare i soldi del referendum!